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Carducci days

CONCORSO NAZIONALE GLASSHARING

STUDENTI 'PALADINI DEL VETRO'

Organizzato da Assovetro e CoReVe e MIUR : I temi del Concorso sono stati: “Ambiente, raccolta e riciclo”, “Sicurezza alimentare e salute”, “Il vetro e i 5 sensi”.

La sfida che il concorso “GlasSharing” ha quest’anno lanciato ai ragazzi è stata quella di realizzare un “educational” per spiegare in maniera creativa e originale le caratteristiche uniche dei contenitori di Vetro per uso alimentare, , delle sue vite infinite, dei comportamenti consapevoli per la tutela dell’ambiente” e… non solo raccontarle ma… anche “condividere” contenuto e i messaggi del loro lavoro con il resto della comunità. La classe 1 sez. B guidati dalla prof.ssa Dato ha dunque realizzato un educational rivolto ai coetanei e adulti ( genitori, nonni, ecc.). Dopo la classe ha vestito i panni di “paladina del vetro” condividendo il lavoro con il target prescelto portandolo fuori dall’aula scolastica in una platea più vasta. Nei vari mesi di lavoro preziosa è stata la collaborazione con il prof. U. Scordato per le riprese e il montaggio audio e della prof.ssa R. Augusta nella realizzazione del video/testimonioanza.

Tra oltre 8000 lavori, la nostra scuola è salita sul podio aggiudicandosi il PREMIO SPECIALE REGIONI della Giuria di Qualità e partecipando all’emozionante cerimonia di premiazione che si è tenuta a Roma, il 25 maggio 2017, presso la prestigiosa sede del MIUR, con la partecipazione di circa un centinaio di ragazzi delle classi vincitrici. “Ritengo – ha detto Franco Grisan, Presidente di CoReVe – che educare le giovani generazioni ad un mondo dove, tramite la raccolta differenziata, si recuperano risorse e si migliora l’ambiente sia essenziale per il nostro Paese e per il nostro pianeta. Questo Concorso permette di far capire ai ragazzi e alle loro famiglie il grande messaggio dell’economia circolare, attraverso il vetro che ne è il campione. Infatti da bottiglia nasce nuova bottiglia e, contemporaneamente, in un anno si risparmia tanta materia prima quanto una volta e mezza il Colosseo, tanta energia quanto il gas usato dalle famiglie che abitano a Genova e l’atmosfera è più pulita dalla anidride carbonica come se avessimo piantato una foresta in un’area come la Puglia.”. Un modo divertente, creativo, stimolante per scoprire apprendere. Ma non è finita qui! Tutte le classi vincitrici avranno visibilità all’interno di uno speciale articolo dedicato al Concorso sulla rivista mensile “Focus Junior”!

Prof.ssa Carmela Dato

23 maggio 2017 - La Carducci c’è

#23maggio #PalermochiamaItalia

Partecipazione al corteo dall’aula bunker all’albero Falcone

Nella ricorrenza del XXV anniversario della strage di Capaci e via D’Amelio, una rappresentanza di alunni delle classi terze, accompagnati dalle docenti Maggiore Teresa, referente alla legalità,  Gallo Patrizia, Passarello Michela e Piazza Anna Maria, abbiamo preso parte al corteo “Palermo chiama Italia”, promosso dalla Fondazione Falcone. Una folla colorata di tantissimi studenti provenienti da tutta Italia ha animato i due cortei che partivano uno dall’aula bunker e uno da via D’Amelio, per poi unirsi sotto l’albero Falcone. È stato bello condividere l’esperienza con tanti ragazzi, cantare a squarciagola mostrando i nostri cartelloni e striscioni. Ad un certo punto siamo stati chiamati a gran voce:  “ciao ragazzi della Carducci!”. Era la mamma di Claudio Domino, vittima di mafia, che qualche mese fa è venuta a scuola e ci ha raccontato la sua storia di “testimone di giustizia”. È stato particolare ed emozionante ritrovarci al corteo e ascoltare tanti artisti come Giuliano Sangiorgi ed Ermal Meta. Poi i nomi delle vittime di mafia letti da Pietro Grasso, presidente del Senato e alle 17.58, ora della strage di Capaci “il silenzio” eseguito dal trombettiere della Polizia di Stato. Poi, tanti palloncini che volavano in alto nel cielo. È stato un pomeriggio davvero unico, in ricordo di grandi uomini e donne che si sono impegnati fino a donare la loro vita per noi, indicandoci la strada per costruire un mondo giusto e migliore.

Incontro con il giornalista Giulio Francese

  

   

   

Lunedì 22 maggio è stato ospite della nostra scuola il giornalista Giulio Francese, figlio di Mario Francese, ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979. È stato un incontro molto interessante ed emozionante. Dapprima il giornalista si è soffermato a guardare tutti i cartelloni nel “corridoio della legalità” e poi in aula magna ci ha parlato della figura del padre, facendocelo conoscere, non solo dal punto di vista professionale, ma anche dal punto di vista umano. Ci ha detto del suo straordinario impegno civile con cui aveva ricostruito complesse vicende di mafia, in particolare dei corleonesi negli anni ’70, ma nello stesso tempo ci ha parlato di un uomo che aveva tanti amici, dal barista al commerciante, al benzinaio ed era benvoluto da tutti e sempre dalla parte dei più deboli. Abbiamo poi visto un filmato da dove risultava chiaro che era stato ucciso perché non si era mai tirato indietro e aveva sempre fatto nomi e cognomi, alla ricerca della giustizia e della verità. È stato molto bello l’intervento dei ragazzi dell’associazione “Parru Cu’ Tia” che ha sede a Bagheria nella “Casa di Giuseppe”. Giuseppe era il più piccolo dei figli di Mario Francese che si è tolto la vita a soli 36 anni, segnato dalla vicenda del padre, dopo essersi impegnato per lunghi anni a scoprire le persone che avevano provocato tanto dolore alla sua famiglia. La “Casa di Giuseppe” è oggi un centro di aggregazione e di documentazione sui giornalisti uccisi dalla mafia. Durante l’incontro, abbiamo letto qualche brano e articolo di Mario e di Giulio Francese con l’aiuto dei nostri compagni che frequentano il corso di chitarra ed è stato veramente un momento molto toccante e particolare. Questa esperienza è stata molto significativa per noi ragazzi perché ci ha fatto capire quanto sia importante “fare memoria” sia per il presente che per il futuro.

Elonora Cirafici 3° E

Bambini a metà


Martedì 3 Maggio nell’aula Magna della nostra scuola si è svolto un incontro davvero bello ed interessante con la scrittrice e giornalista Angela Iantosca, che ci ha parlato del suo libro “Bambini a metà, i figli della ‘ndrangheta”. Dopo i saluti e le presentazioni da parte della preside prof.ssa Angela Troìa e della referente alla legalità prof.ssa Teresa Maggiore, è intervenuta la Dottoressa Antonietta Giannola, la quale ha fatto da tramite tra la scrittrice e la nostra scuola. La giornalista, con il saggio “Bambini a metà” ci ha spiegato che ha voluto dare voce ad una realtà non molto conosciuta, quella di donne e bambini della ‘ndrangheta, che sono la parte più debole. Vi sono bambini che non crescono come gli altri, bambini a cui è stata rubata l’infanzia, e che, invece di giocare, vanno a trovare il padre nascosto in un bunker, e invece di sbucciarsi le ginocchia, imparano a sparare, bambini che a 14 anni vengono affiliati con il rito del battesimo per poter diventare uomini d’onore. La scrittrice si chiede cosa accadrebbe se questi bambini conoscessero un altro modo di crescere e dà una risposta ricostruendo le azioni del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, in grado, forse, di riacciuffare queste esistenze a metà. I trenta bambini descritti nel libro non sanno cosa significhi amore, non violenza, libertà, sogno. Ma raccontandoci alcune di queste storie, risulta chiaro che la speranza esiste e che alcune relazioni positive e forti tra questi bambini e qualche magistrato o sacerdote o volontario di associazioni che combattono l’illegalità o insegnante, hanno contribuito a tentare di offrire loro un’altra opportunità, un’alternativa, una nuova vita dove possono esistere i “sentimenti” che venivano loro precedentemente negati. Noi ragazzi abbiamo rivolto molte domande ad Angela, per esempio abbiamo chiesto come le era venuto in mente di scrivere su questo argomento, se non avesse mai avuto paura. Lei ci ha risposto sempre con il suo sorriso aperto e solare che non ha mai avuto paura, anche se ovviamente prendeva delle precauzioni quando andava ad intervistare “certe persone”, ma che il suo desiderio di giustizia e di verità ha sempre avuto il sopravvento perché è cresciuta nella sua famiglia a “pane e onestà” ed era forte in lei il desiderio di parlare della realtà della ‘ndrangheta, che è la mafia più silenziosa. D’altra parte Angela ci ha stupiti che “bambini a metà” possiamo anche essere noi, quando stiamo sempre al cellulare, o connessi a internet. Siamo bambini a metà quando ci viene chiesto: “cos’è secondo te la bellezza?” e noi rispondiamo “la bellezza è la playstation”. Tutto ciò ci ha fatto molto riflettere! È stata davvero una mattinata diversa e molto, molto emozionante!

I ragazzi della 3a D

Premio Concorso Community Unesco


Giorno 19 Aprile 2017 nella splendida cornice di Palazzo S.Elia a Palermo, la nostra scuola è stata premiata dall' Unesco per il Concorso "Community Unesco" destinato alle scuole. Alla manifestazione era presente il sindaco Leoluca Orlando che ha parlato di quanto sia importante essere fieri di una città come Palermo. Ed educare le giovani generazioni all'amore per la Bellezza della nostra città era proprio uno degli obiettivi principali del progetto con cui la nostra scuola ha partecipato al Concorso tramite il video con il gioco didattico "Gioco dell'oca dei beni culturali arabo-normanni". E se siamo riusciti anche solo un po' in questo nobile intento  possiamo dire di aver vinto il premio più importante al di là della targa:  far germogliare nei cittadini di domani il seme del rispetto e dell'amore verso la propria città. Infine l'emozione di un riconoscimento Unesco sia per noi adulti (Docenti e Dirigente) presenti, sia per i ragazzi che hanno ritirato il premio,  ha ripagato tutte le nostre fatiche.
Ringrazio i colleghi del Dipartimento Arte e la Dirigente per aver accettato con entusiasmo di prendere parte a questa avventura".
 La Coordinatrice del Progetto
Maria Antonietta Gargano
   

Giornata FAI 24.03.2017